L'Appennino che attraversa le Marche comprende quattro pieghe o catene: la prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria; in essa si trova il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino, che comprende anche la quinta maestosa dei Monti Sibillini. La terza piega è quella su cui sorgono Cingoli e il Monte Acuto. L'ultima piega è quella costituita dal Monte Conero, che dà origine ad un promontorio che divide a metà la costa marchigiana.
I fiumi hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli chiamata "a pettine" che rende particolarmente vari, ma faticosi gli itinerari in direzione Nord-Sud.
La zona delle colline è perciò caratterizzata da un gran numero di salite che, collegando la valle con le città costruite sulle creste, superano dislivelli di 200-300m. Spesso si tratta di veri e propri muri di 1000-1500m metri con pendenze spesso superiori al 15%, come il Muro di Montelupone, il Monte degli Elci, i muri di Offagna, Recanati, Osimo, Colmurano etc... per non parlare di Pitino
Le salite appenniniche non raggiungono grandi altitudini (solo quattro strade asfaltate superano i 1500m) , perciò non presentano grandi dislivelli; tipiche sono le salite di 7-8 km con dislivelli di 600-700m e pendenze attorno all'8%. Tuttavia spiccano alcune ascese più impegnative, come quelle del Monte Nerone, del Pizzo di Meta, del Catria e del San Vicino, che superano dislivelli di circa 1000m con pendenze sempre impegnative.

domenica 1 gennaio 2012

Pitino, Madonnella e Passo della Cappella - Foto ricognizione del 30 ottobre 2011

Pitino, Madonnella - Ricognizione del 30 ottobre 2011


La salita incrocia la Strada Statale 361 tra le frazioni di Rocchetta e Berta. Sull'incrocio sorge una scalcinatissima edicola mariana. Visto che nei due precedenti tentativi ero stato costretto a mettere il piede a terra (usavo un 39x27), stavolta l'ho affrontata con la vecchia bici, fresca di eroica e attrezzata con un più consono 36x28.




Salutata l'edicola sulla statale, la strada inizia a salire subito e molto ripidamente. La nebbia  non consentiva di  vedere il castello e la strada, ma dalle precedenti visite ricordavo uno spettacolo impressionante. L'asfalto cede subito il posto alla "breccia" e capire che al valico mancano ancora 400m di dislivello è demoralizzante.
l'inizio è subito impegnativo; 4-500 m al 15% abbondante. Segue un tratto più pedalabile (ma sempre vicino alla doppia cifra), finché, in corrispondenza di una villetta la strada si impenna in modo definitivo. 
da questo punto in avanti la strada prosegue quasi tutta al 16-18% fino al castello.
Il tratto più duro arriva a metà salita, al livello di un serbatoio segnato anche sulla mappa IGM. In due semitornanti la strada si fa più stretta, la ghiaia aumenta e la pendenza supera il 20%

in questo punto i campi cedono al bosco e di solito anch'io cedo ai crampi. La prima volta che ho affrontato la salita ero partito troppo forte e, arrivato qui, ho cercato di zigzagare, finendo con le ruote sulla banchina e con il piede a terra.
per fortuna il tornante era a sette-otto metri e sono riuscito a ripartire subito. se mi fosse successo in un rettilineo dubito che sarei riuscito a incastrare le scarpette sui pedali.  All'uscita del secondo tornantino la strada torna bella, ma sempre molto ripida. Si gira intorno alla staccionata di una villetta circondata dagli ulivi. Le foto non danno un'idea corretta della vera pendenza.


La mia seconda volta ho ceduto qui. Ero partito molto più prudente, ma per 1700m non mi ero accorto di salire con il 39x25! quando, ho inserito l'ultimo pignone era ormai troppo tardi: avevo accumulato troppa fatica. Mi sono fermato, una prima volta, all'ingresso di una villa in costruzione, poi su una seconda pochi metri dopo. Credevo di morire. La salita è corta, ma un essere umano impiega a farla almeno 20'. Con il 39x27 si sale sempre producendo il massimo sforzo e tenere un impegno del genere per così tanto è quasi impossibile. 
La terza volta, con i rapporti giusti, sono riuscito ad apprezzare anche il panorama, che dai drittoni intorno a quota 500 incomincia a farsi ampio e suggestivo.

la fine della salita arriva inattesa: si supera una chiesetta (la Madonnella) vicina a un'antica fonte e si pensa di dover salire ancora molto, ma la strada ripida è quella che porta direttamente al castello. i prof del Giro d'italia e quindo i anche noi, possiamo prendere la stradina a sx e tornare in valle.
 Oppure, come ho fatto io, riposarsi un po', scattare foto e salire fino al castello.



ancora un piccolo sforzo e si sale al castello. Le pendenze sono sempre le stesse: 14-15%, ma se uno arriva alla Madonnella non deve temere quest'ultimo tratto. Il giro non farà questi ultimi 300m perché poi per ritornare sull'asfalto si deve fare ca. un km di discesa sterrata e molto ripida (18% a occhio); invece, la deviazione della Madonnella è praticamente in pianura.




Ritornati sull'asfalto, si "scende", sarebbe più preciso scrivere si "precipita" va sul paese di Pitino, in loc. Cappella. Qui si svolta a dx e si prende una bella strada asfaltata che porta verso il Passo della Cappella. L'immagine sottostante mostra la collina di Pitino dal punto di attacco del Passo della Cappella.


la salita del passo è dolce all'inizio, poi si fa più ripida, ma non tocca le punte del precedente GPM. è comunque una strada larga e con un buon fondo (stranamente rossiccio, ma in zona c'è una cava)



Purtroppo dopo la neve hanno pensato male di depolverizzare il tratto più ripido. A ottobre era tutto più bianco. Il tratto più ripido, ben noto a chi ha fatto la Fondo Leopardiana, è di nuovo asfaltato.

il valico è posto più o meno a 800m. questo è l'unico punto da cui si può guardare Pitino dall'alto.


- se volete vedere le foto del passaggio della 6° tappa del Giro d'Italia "in cima alla Cappella" fate click sulle foto o andate al post: http://salitedellemarche.blogspot.it/2012/05/passo-della-cappella.html





- se volete informazioni sugli altri versanti o volete inserire i vostri tempi di salita, vi rimando alle pagine dedicate su 39x27.com

Castello di Pitino
Madonnella di Pitino da Rocchetta versante del Giro d'Italia 2012.
Castello di Pitino da Ponte di Pitino l'accesso più comodo al Castello, ripido ma quasi tutto asfaltato

Passo della Cappella
Passo della Cappella da Colcerasa versante della Leopardiana.
Passo della Cappella da Pitino versante del Giro d'Italia 2012.
Passo della Cappella da Treia il versante più lungo e impegnativo.







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